Calzaturificio: nel 2021 fatturato in crescita ma ancora lontano dal pre-Covid

Durante la conferenza stampa di presentazione del Micam, in programma dal 13 al 15 marzo 2022 a Fiera Miano Rho, sono stati presentati i dati del comparto calzaturiero relativi al 2021. Da quanto emerso dalle rilevazioni del Centro Studi di Confindustria Moda per Assocalzaturifici, il comparto calzaturiero italiano ha visto un inizio di ripresa nel 2021: l’anno scorso infatti il fatturato ha raggiunto 12,7 miliardi di euro, registrando un incremento del 18,7% sul 2020, ma non riuscendo ancora a eguagliare i livelli pre-Covid (-11% rispetto al 2019).

«L’accelerazione dell’export nel quarto trimestre ha permesso al calzaturiero di archiviare il 2021 mantenendo gli incrementi a doppia cifra che avevano caratterizzato la prima metà dell’anno – spiega il presidente di Assocalzaturifici, Siro Badon -. Tutte le principali variabili mostrano incrementi non trascurabili in valore, compresi tra il +15 e il +20% (spesa delle famiglie italiane +15,6%, produzione ed export attorno al +17%; fatturato +18,7%). Ma la ripresa è a macchia di leopardo e spesso ancora insufficiente nel ritmo, tanto che gran parte delle imprese non ha ancora raggiunto i ricavi 2019 antecedenti l’emergenza sanitaria».

Guardando al futuro, il presidente di Assocalzaturifici ha poi sottolineato che «pesa l’incognita dell’operazione militare della Russia in Ucraina con rischi per l’impatto commerciale sull’interscambio delle aziende con questi Paesi, che sono tra i prioritari, con una clientela che risponde ad una domanda di beni di lusso e di fascia alta. Due mercati verso cui l’Italia ha esportato complessivamente nel corso del 2021 calzature per circa 317 milioni di euro e che stavano lentamente riavvicinandosi (con un +9,3% complessivo sul 2020) ai livelli pre-Covid (nel 2019 l’export verso i due paesi valeva 346,4 milioni di euro)».
In merito agli altri mercati di sbocco, si registrano performance positive per le prime due destinazioni, ovvero Svizzera (+16,2% in valore sul 2020, nei primi 11 mesi) e Francia (+24%), tradizionalmente legate al terzismo; ma anche USA (+42%) e Cina (+37,5%) che ha già abbondantemente superato i livelli 2019.

Sul fronte interno, invece, gli acquisti delle famiglie (pur in crescita del +15,6% in valore, con un +12,1% in volume) restano ancora al di sotto dell’11,1% rispetto alla situazione già largamente insoddisfacente di due anni addietro. L’analisi per merceologia evidenzia incrementi attorno al +16% in spesa sul 2020 per le calzature classiche per uomo e del +18% per quelle per donna; entrambe le voci, duramente colpite nel 2020 dal venir meno di molte occasioni d’uso, restano però al di sotto di circa il -20% rispetto al pre-crisi; +14% per le scarpe da bambino; +16,3% per le sportive e le sneakers (con un gap del -4% sul 2019). Aumento contenuto, infine, per la pantofoleria (+6%), ma sufficiente ad appianare il divario con la situazione pre-Covid (+0,3%), visto il diffuso utilizzo durante la permanenza forzata nelle case nel 2020 e quindi la minor flessione negli acquisti subìta.

Calzaturificio: nel 2021 fatturato in crescita ma ancora lontano dal pre-Covid - Ultima modifica: 2022-03-04T07:00:00+01:00 da Redazione

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