Nella stagione pre-fall 2026 le scarpe da uomo si muovono tra storia e quotidianità, tra formalità ereditata e desiderio di leggerezza, costruendo un nuovo equilibrio. Senza bisogno di abbandonarsi a eccessi e forzature, le nuove proposte rifiniscono lo stile, suggeriscono l’attitudine, caratterizzando ogni passo.
Spontaneità
La collezione maschile di Dior apre il discorso con una riflessione stratificata sul tempo. Per Jonathan Anderson è il secondo capitolo di un vocabolario in costruzione, dove l’eleganza borghese incontra un preppy contemporaneo la cui caratteristica principale è la spontaneità. In questo scenario le calzature diventano strumenti di contaminazione. Mocassini, sneakers e modelli ibridi in morbida pelle dall’aspetto vissuto dialogano con frock coat, Bar Jacket e suggestioni ottocentesche. Le scarpe in questo caso alleggeriscono il rischio di rigore. Fanno parte di un gioco teatrale consapevole, in cui vestirsi significa interpretare un ruolo senza mai irrigidirsi.
Attraversare generi e occasioni
N°21 segue una traiettoria più silenziosa ma altrettanto precisa. Alessandro Dell’Acqua costruisce un dialogo tra campagna inglese e bohème borghese francese, evitando qualsiasi nostalgia esplicita. I penny loafers diventano emblema di questa visione, comodi, eleganti e versatili, capaci di attraversare generi e occasioni senza perdere identità. Si tratta di una mascolinità fluida ma non neutra, che si definisce attraverso il taglio, la proporzione e il dosaggio preciso degli elementi.

Stratificazione
Con la collezione Generation Gucci, Demna lavora invece sul concetto di stratificazione visiva e affettiva. Le calzature sono lineari, quasi ingannevolmente classiche. Le ballerine ispirate alla valigeria tornano nelle taglie maschili, i mocassini affusolati sono realizzati con la leggerezza delle scarpe da ballo. Poi arrivano le borchie metalliche, i segni di personalizzazione, come se ogni modello fosse un cimelio passato di mano in mano. Le scarpe diventano archivio emotivo, un oggetto che racconta chi lo ha indossato prima.

Pre-dandyism
Louis Vuitton, sotto la direzione di Pharrell Williams, guarda alla vita urbana e introduce il concetto di pre-dandyism. Si tratta di un’estetica che mescola entusiasmo giovanile e raffinatezza rilassata, traducendosi in calzature che oscillano tra sport e classicismo. Dalle chunky sneakers LV Tilted alle brogue rivisitate con suole spesse, ogni modello accompagna un’eleganza disinvolta, accessibile e mai ostentata. Il dandy del futuro non è rigido: cammina, si muove e vive la città.

Opulenza consapevole
Valentino chiude il racconto con l’opulenza consapevole di Alessandro Michele. Nella collezione pre-fall 2026 il ritorno delle Rockstud segna una presa di posizione chiara contro l’appiattimento della moda. Le borchie si affinano, la punta si fa più affusolata o squadrata, il metallo diventa ornamento e dichiarazione. Anche i sandali maschili entrano in questo gioco con naturalezza, con il loro carico di riferimenti anni Ottanta e Novanta, ma perfettamente ancorati al presente. Si tratta di scarpe pensate per chi non ha paura di osare. Queste calzature raccontano un uomo che conosce la storia, ma non ne è prigioniero, che sceglie le scarpe non solo per dove deve andare, ma per come vuole arrivarci.





