Primavera estate 2027: A ciascuno il suo passo

La primavera estate 2027 potrebbe essere ricordata come il momento in cui le scarpe maschili si sono prese la scena. Una stagione in cui
l’abbigliamento sembra esplorare nuove proporzioni e codici, sostenuto dal footwear, che diventa il punto di massima tensione progettuale delle collezioni. Punte esasperate, volumi scultorei, trasparenze, dettagli anatomici e lavorazioni preziose sono gli elementi chiave di un’estetica decisamente appariscente. Naturalmente non esiste un’unica direzione. Ogni designer interpreta questa ritrovata libertà attraverso un linguaggio personale, dimostrando come il vero denominatore comune sia la voglia di rompere gli schemi. Le scarpe diventano manifesto creativo, capace di sintetizzare ricerca formale, innovazione costruttiva e identità della griffe.

Audaci e radicali

Tra le proposte più radicali spicca quella di Saint Laurent. Anthony Vaccarello parte dall’archetipo delle derby per dissacrarlo attraverso una tomaia in vinile trasparente che lascia completamente scoperto il piede. Indossate rigorosamente senza calze, queste stringate sono caratterizzate da una punta che si allunga fino a evocare le poulaines medievali. Altrettanto audace è la ricerca di Comme des Garçons Homme Plus. Rei Kawakubo recupera gli iconici Mexican dancing boots proposti nel 2015. Li reinterpreta insieme allo storico calzolaio francese Mexicana, accentuandone le punte ricurve e di conseguenza la presenza scenica.

Inseriti in una collezione costruita attorno all’idea di una ritrovata libertà dopo le guerre, questi stivali diventano il simbolo di un’estetica che rifiuta qualsiasi compromesso tra funzione e immaginazione. Ancora più narrativa è la visione di Jaden Smith per Christian Louboutin. Nella sua seconda collezione maschile, il designer immagina un universo archeologico e fantastico popolato da calzature che sembrano reperti di una civiltà perduta. Le stringate con le dita modellate in rilievo, le slipper trasformate in enormi artigli e le silhouette volutamente sproporzionate spostano il footwear verso il territorio della scultura indossabile. Ciò grazie a una tecnica che non pone limiti all’immaginazione.

Prada riduce il progetto ai suoi elementi fondamentali, proponendo scarpe con tre cinturini XL in velcro e punte rigorosamente squadrate, dove precisione costruttiva e pulizia formale diventano strumenti di innovazione. Di segno contrario è la visione
di Dolce&Gabbana, che percorre la strada dell’ornamento, trasformando slipper e calzature estive in oggetti preziosi grazie a ricami,
pietre, cristalli e lavorazioni tridimensionali che esaltano il sapere artigianale italiano. La novità emersa dalle recenti passerelle è la consapevole eccentricità delle scarpe maschili, che non ha più bisogno di essere giustificata.

Kinky Boots

Da tempo gli stivali non sono più confinati ai mesi più freddi o ai guardaroba più codificati. Fa sorridere che le sfilate per la primavera
estate 2027 ne abbiano consacrato la centralità, proprio nelle settimane più calde di sempre. Stravaganze climatiche a parte, restano uno
degli strumenti preferiti dai designer per definire le proporzioni della silhouette. La loro forza sta soprattutto nella versatilità. Paul Smith sceglie la strada della naturalezza. La sua riflessione sul ritorno dell’abito, riscoperto da una generazione attratta dai codici del passato e desiderosa di interpretarli con leggerezza, trova nei Chelsea boots il completamento ideale. Indossati con completi destrutturati, tessuti estivi e volumi rilassati, contribuiscono a sottrarre formalità al tailoring senza intaccarne l’eleganza. Va nella stessa direzione in modo più deciso l’approccio di Acne Studios. Jonny Johansson immagina l’ufficio come un laboratorio di espressione individuale e utilizza gli ankle boots a punta, con tanto di tacchi cubani, oltre a morbidi cowboy boots in pelle, per incrinare le convenzioni del guardaroba professionale.

Contaminazione

La contaminazione è la strada scelta da Egonlab. Qui il footwear perde la propria autonomia visiva grazie a un raffinato trompe-l’œil che fon de pantaloni e jeans direttamente con gli stivali, cancellando il con fine tra capo e accessorio. I robusti combat boots invece vengono
sottratti al loro contesto originario, per essere abbinati a micro-shorts o elementi dal gusto romantico, in un continuo gioco di contrasti. Decisamente poetica è l’interpreta zione di Julian Klausner per Dries Van Noten. Nella collezione ispirata al mondo sospeso del poema di
Stéphane Mallarmé L’après-midi d’un faune, gli stivali convivono con sandali essenziali, ballerine e stringate leggere, contribuendo a costruire silhouette morbide, verticali e quasi oniriche. Thom Browne sceglie i boots stringati come parte integrante del pro prio universo narrativo. Indossati con completi in seersucker, gonne sartoriali e pantaloni capri, completano una messa in scena popolata da richiami al mondo dell’entomologia e del giardinaggio.

Quiet Sneakerheads

Un’altra trasformazione attraversa le passerelle, sospinta anche dalle preferenze del pubblico: sneakers sempre più orientate verso silhouette basse, essenziali e trasversali. Jonathan Anderson racconta questa nuova sensibilità nella collezione di Dior. La sua idea di guardaroba oscilla tra formalità, cultura rave e abiti vissuti, lasciando spazio a sneakers in pelle e suede dalla costruzione estremamente pulita. Sono modelli quasi anonimi, volutamente privi di effetti speciali, che contribuiscono all’equilibrio di una collezione costruita sul contrasto tra eleganza e spontaneità. Anche Matteo Tamburini sceglie la sottrazione. Le nuove Tod’s Red Dot interpretano infatti l’Italian lifestyle caro alla griffe attraverso materiali pregiati, una costruzione leggera e dettagli ridotti al minimo. Sarah Burton segue una strada decisamente diversa, ma arriva a un risultato simile.

Le nuove Puffy Yard di Givenchy rileggono infatti le sneakers da court attraverso volumi morbidi e una costruzione imbottita che aggiorna un linguaggio classico senza alterarne la semplicità. Anche qui la ricerca si concentra sull’attenzione alle proporzioni, nonostante il nome. Da Louis Vuitton arriva invece una delle interpretazioni più discusse della stagione: Pharrell Williams guarda alla cultura skate e firma le Combi, sneakers basse che richiamano modelli diventati estremamente riconoscibili tra la fine degli anni Novanta e l’inizio dei Duemila. Materiali preziosi e lavorazioni della maison convivono con una silhouette quotidiana, confermando come oggi il lusso passi anche attraverso la capacità di rendere speciale ciò che fa parte della vita di tutti i giorni.

Tailoring e sottoculture

Una direzione simile emerge da Sacai. Chitose Abe costruisce la propria riflessione sui nuovi classici, affiancando tailoring e sottoculture contemporanee, mentre ai piedi compaiono sneakers basse in suede e gomma ispirate alle scarpe da bowling. Dopo anni di silhouette sempre più estreme, il segmento delle sneakers di lusso sembra riscoprire il valore della discrezione, recuperando linee familiari e lasciando che siano materiali, costruzione e proporzioni a fare la differenza.

Incontri ravvicinati

Ci sono collaborazioni utili sopratutto a generare hype: due loghi sullo stesso prodotto, un’edizione limitata, un’enorme coda davanti ai negozi e il gioco è fatto. Oggi il panorama sembra finalmente andare verso una direzione più matura. Sulle passerelle della primavera estate 2027 le partnership sono un modo per mettere in dialogo competenze, storie e linguaggi differenti.

Il debutto di Michael Rider con il menswear di Celine coincide con una scelta altamente simbolica. Per la prima volta nella sua storia, la maison francese stringe una partnership con un brand di sneakers, scegliendo Reebok. Protagoniste dell’operazione sono le Freestyle, modello del 1982, progettate specificamente per il pubblico femminile. Rider le reinterpreta utilizzando la pelle d’agnello, in versione voluta mente vissuta, e dettagli che conservano il patrimonio visivo di entrambi i marchi. Anche Junya Watanabe Man guarda all’heritage sportivo, filtrandolo attraverso il proprio linguaggio urbano. La nuova collaborazione con Kappa ruota attorno alla storica Omini Banda, trasformata in un elemento grafico che attraversa capi e sneakers, fondendo riferimenti tecnici, cultura street e lavorazioni di alto livello.

Dalla nostalgia all’innovazione

Dieci anni dopo il loro primo incontro, Rick Owens e Adidas tornano a lavorare insieme spostando l’attenzione dalla nostalgia all’innovazione. Le nuove scarpe da running ad alte prestazioni presentate in passerella sono un tassello di una ricerca più ampia che coinvolge anche capi dotati della tecnologia Climacool, con sistemi di ventilazione integrati pensati per affrontare condizioni climatiche estreme.

Anche Magliano sceglie di confrontarsi con un patrimonio consolidato. Insieme a Diadora rilegge le storiche Equipe combinandone la silhouette con la muscolare suola Mythos, dando vita a delle sneakers che conservano il DNA running, trasportandolo all’interno dell’estetica ruvida e cinematografica della collezione. Ancora una volta, il punto di incontro non è il compromesso, bensì la trasformazione reciproca. Il principio guida anche la collezione DSM Kei Ninomiya, costruita attorno a una rete di collaborazioni, a partire da OTW by Vans, con cui interviene sulle storiche Slip-On e Old Skool attraverso intrecci in pelle, patchwork, motivi floreali e riferimenti artistici.


Primavera estate 2027: A ciascuno il suo passo - Ultima modifica: 2026-09-23T07:00:00+02:00 da Giuliano Deidda

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